Zone senza digitale terrestre? Ci pensa Tivùsat!

Non sono poche le aree geografiche che, dopo l’avvento dello switch-off, si sono ritrovate senza il segnale televisivo. Si tratta di una problematica nota sin dall’inizio dell’esperienza digitale italiana: era risaputo, infatti, che la riconversione dei ripetitori e la soppressione di alcuni di essi, in combinazione con la varietà morfologica del nostro paese, avrebbero creato situazioni di mancata copertura in molte zone. Aree senza digitale terrestre insomma! Ma c’è una soluzione, e viene dal cielo.

Si tratta della piattaforma satellitare TivùSat (consorzio tra Rai, Mediaset e Telecom Italia) nata con l’obiettivo di portare, in maniera integrale (cioè senza oscuramento), i canali nazionali in quelle aree non coperte dal digitale terrestre.

E’ sufficiente disporre di un’antenna parabolica, acquistare un decoder Tivùsat ed attivare la smart card (in maniera gratuita e senza costi di gestione) in dotazione con il ricevitore.

Ma, per i non addetti ai lavori, è facile cadere in confusione. Quali sono le differenze sostanziali tra un decoder Tivùsat ed un classico ricevitore Free to Air (FTA)?

Di seguito una tabella esemplificativa:

Tabella Tivusat

Per chi non volesse acquistare il decoder Tivùsat perché già si dispone di un modello common interface (previa verifica della compatibilità), è disponibile l’apposito modulo CAM Tivùsat. Il mercato mette, inoltre, a disposizione diversi modelli di televisori dotati di tuner satellitare e di slot per l’alloggiamento della CAM Tivùsat.

A tal proposito, è bene sottolineare che, in accordo con alcuni costruttori nazionali ed internazionali, il consorzio Tivùsat ha elaborato un sistema di certificazione a “bollini” in grado di identificare un dispositivo (decoder, TV, ecc…) compatibile con i servizi messi a disposizione dalla piattaforma.

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